George Harrison. Il beatle riluttante

Riferimento: 9788867292172

Editore: Caissa Italia
Autore: Norman Philip
In commercio dal: 11 Maggio 2026
Pagine: 368 p., Libro in brossura
EAN: 9788867292172
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Descrizione

George Harrison è stato il Beatle più enigmatico: il quiet one, il chitarrista sempre un passo indietro rispetto a Lennon e McCartney. Ma quella discrezione forzata celava in realtà una personalità complessa, inquieta e profondamente determinata a trovare la propria voce. Philip Norman ricostruisce in vivace dettaglio la parabola di Harrison: dall'infanzia a Liverpool alla conquista del mondo con i Beatles, dalle frustrazioni creative all'esplosione artistica della carriera solista, fino alla ricerca spirituale che ha segnato la sua maturità. Attraverso testimonianze, aneddoti e un ritratto umano che non indulge al mito, emerge un artista dalle molte contraddizioni che ha lasciato un'impronta unica nella cultura contemporanea. E se il suo contributo alla musica è sotto gli occhi di tutti - con i suoi riff definitivi, canzoni cult comeSomething e While my guitar gently weeps, e un album triplo da leggenda - la sua rivoluzione è passata anche per il giardinaggio, il cinema e, soprattutto, la filantropia. Perché dove ha messo le mani George Harrison nulla è più rimasto come prima. «George faceva da catalizzatore. Portava una certa calma tra questi due caratteri forti [Paul e John]. Lo si notava proprio perché non si metteva in mostra. Quando faceva un assolo, non c'era un guardatemi nel suo modo di porsi; diventava un tutt'uno col pezzo che stava eseguendo. Fuori dal palco era un ragazzo impertinente e vanitoso ma era anche calmo e divertente, dava sempre l'impressione di essere un tipo con i piedi ben piantati per terra. Qualcosa di lui ti faceva capire che aveva una buona famiglia alle spalle, che aveva dei bravi genitori e che era cresciuto nell'affetto.» Klaus Voormann «George era un po' un tipo solitario, in realtà. John e Paul gareggiavano l'uno contro l'altro, la loro collaborazione era più una competizione; uno proponeva qualcosa e l'altro diceva: Ehi, posso fare un po' meglio di così. George invece non aveva nessuno con cui lavorare, aveva solo sé stesso.» (George Martin)