Restituire. L'elefante nella stanza dei musei occidentali

Riferimento: 9791259582829

Editore: Nomos Edizioni
Autore: Guermandi Maria Pia
Collana: Museologia presente
In commercio dal: 27 Marzo 2026
Pagine: 280 p., Libro in brossura
EAN: 9791259582829
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Descrizione

Per oltre un secolo, il dibattito sulle restituzioni dei patrimoni sottratti durante l'espansione coloniale è rimasto chiuso in un sistema di regole costruito dall'Occidente per proteggere se stesso e assetti di potere consolidati. Convenzioni internazionali, principi di non retroattività e narrative museali hanno trasformato la questione in un campo minato di ambiguità, ritardi e resistenze ideologiche. Restituire ricostruisce, con precisione storica e lucidità critica, l'articolato percorso che ha portato il tema delle restituzioni dalle aule ONU alle politiche dei musei, dalle rivendicazioni dei Paesi africani alle lotte delle comunità indigene nelle cosiddette settlement colonies. Esaminando passaggi normativi chiave - dalla Convenzione UNESCO del 1970 all'UNIDROIT del 1995 - il libro mostra come il diritto internazionale abbia spesso garantito la continuità delle gerarchie coloniali, più che la loro riparazione, depotenziando le richieste di restituzione; tuttavia, negli ultimi anni, l'impianto giuridico sembra riflettere un diverso atteggiamento politico e sociale. Nel saggio vengono presentati alcuni casi, dai celebri marmi del Partenone e bronzi del Benin, ad altri meno noti quali le teste degli animali dello zodiaco provenienti dal Palazzo d'Estate di Pechino, scelti come testimoni delle molte fasi che la storia del patrimonio coloniale ha vissuto, nei suoi aspetti politici, etici e legali. Muovendosi tra storia, politica, antropologia e diritto, Restituire rivela i meccanismi di potere che hanno modellato l'idea occidentale di patrimonio culturale e di universalismo museale e mette in luce le visioni alternative emerse da movimenti indigeni e Paesi source. Un viaggio nelle contraddizioni ancora aperte della giustizia culturale contemporanea e un invito a ripensare radicalmente il futuro dei musei e delle relazioni globali.