Parlare in tribunale. La giustizia nella Svizzera italiana dagli Statuti al codice penale

Riferimento: 9788877136220

Editore: Casagrande
Autore: Ceschi Raffaello
Collana: Saggi
In commercio dal: 31 Maggio 2012
Pagine: 208 p., Libro in brossura
EAN: 9788877136220
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Descrizione

Come parla un imputato in tribunale? C'è equilibrio nel confronto tra giudici e avvocati? Le pene sono troppo blande o troppo severe? La giustizia è lenta o sbrigativa? Sono domande attuali, che sorgono in un clima di diffusa preoccupazione sulla capacità della giustizia di far fronte alle emergenze del nostro tempo e alle paure che suscitano nella società. Motivato da questa preoccupazione, Raffaello Ceschi ci propone di risalire alle origini stesse del nostro sistema giuridico per capire come questo è andato costituendosi. Ricreando con grande maestria la realtà politica e sociale dei baliaggi svizzeri in Italia, Ceschi ci fa così assistere ai rituali processuali in voga nell'Antico Regime, dà voce agli attori che parlavano in tribunale e anche fuori - sorprendenti gli interrogatori condotti durante le doglie nei casi di gravidanze illegittime - e rivela gli esiti spesso imprevedibili dei processi, frutto di patteggiamenti e della discrezionalità del giudice. L'attenzione dello storico si sposta poi sui provvedimenti adottati nell'Ottocento per riformare la giustizia punitiva e sulle forti perplessità che il nuovo Codice penale del cantone Ticino sollevò tra i giudici e nell'opinione pubblica (compreso un intellettuale come Stefano Franscini). Scopriamo allora che quello che viene spesso descritto come un progressivo affrancamento dalla giustizia barbara e arbitraria d'Antico Regime e un necessario passaggio alla giustizia legale e «illuminata» degli Stati moderni, è stato in realtà un processo non privo di insidie e contraddizioni. Insidie e contraddizioni che, a ben guardare, sembrano annidate nell'idea stessa di giustizia.