Nemico. L'Italia di Falcone e Borsellino, quella del generale Mori (Il)

Riferimento: 9788855228831

Editore: Donzelli
Autore: Limiti Stefania
Collana: Saggi. Storia e scienze sociali
In commercio dal: 02 Ottobre 2026
Pagine: 240 p., Libro in brossura
EAN: 9788855228831
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Descrizione

Che cosa accadde davvero negli ultimi mesi di vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino? E quale configurazione del potere emerge, se si guarda alle stragi mafiose dei primi anni novanta non come a un fatto isolato, ma come a un passaggio decisivo della crisi italiana alla fine della guerra fredda? Stefania Limiti, giornalista investigativa attenta e coraggiosa, ricostruisce il biennio cruciale in cui mafia, neofascismo, apparati deviati dello Stato, ambizioni personali e nuovi equilibri politici danno vita a un intreccio opaco, mirato alla destabilizzazione del paese. Le bombe mafiose cadute sull'Italia in quel periodo - sostiene l'autrice - sono state parte di un multiforme dispositivo, retaggio di vecchie pratiche, attuato per arrestare un nuovo fermento della società. Al centro del racconto ci sono Falcone e Borsellino, colti nel momento in cui la loro idea del «nemico» si allarga e si fa più radicale, fino a toccare le connessioni politico-criminali che attraversano la Repubblica. Sullo sfondo, ma in una posizione decisiva, si staglia il ruolo del generale Mario Mori e del Ros, che proprio in quel biennio si lanciarono nell'impresa di parlare con la mafia, non è mai stato chiarito con quale mandato e con quale obiettivo. Attingendo da un'impressionante mole di fonti d'archivio inedite, testimonianze, dossier giudiziari, l'autrice ricompone i diversi volti del nemico e restituisce il significato politico di quel biennio, fornendo una nuova lettura delle stragi di Capaci e di via d'Amelio. Un'inchiesta indispensabile per entrare nel groviglio di quegli anni e rileggere un passaggio fondamentale della nostra storia.